31 marzo 2010

VIENI CON ME

Vieni con me!
Devi affrettarti però -
sette lunghe miglia
io faccio ad ogni passo.
Dietro il bosco ed il colle
aspetta il mio cavallo rosso.
Vieni con me! Afferro le redini -
vieni con me nel mio castello rosso.
Lì crescono alberi blu
con mele d'oro,
là sogniamo sogni d'argento,
che nessun altro può sognare.
Là dormono rari piaceri,
che nessuno finora ha assaggiato,
sotto gli allori baci purpurei -
Vieni con me per boschi e colli!
tienti forte! Afferro le redini,
e tremando il mio cavallo ti rapisce.

(Hermann Hesse)

30 marzo 2010

MA RIMANGO AD ASPETTARE




Mi manchi tu, la fantasia,
il cinema, l'estate indiana,
mi servi tu, un brivido,
il ghiaccio nel, campari soda.

Fumo un'altra sigaretta,
perché è facile buttarsi via,
respiro e scrivo,
tutto quello che mi manca
è un'assurda specie di preghiera,
che sembra quasi amore...

Piangi Roma, muori amore,
splendi sole, da far male.
ho già fatto le valigie,
ma rimango ad aspettare.

Ridi Roma, ridi amore,
dice il telegiornale,
che la fine si avvicina,
io m'invento un gran finale.

Mi manchi tu, la libertà,
tanti LP, Battisti e Mina,
mi servi tu, la malattia,
che spazza via, la razza umana.

Chiudo con le sigarette,
un ragazzo in strada scappa via,
e metto in lista
tutto quello che mi manca,
e mi sembra quasi una preghiera,
oppure folle amore.

Piangi Roma, muori amore,
tutto il bene che so dare,
come il sasso e la fontana,
si consuma, si consuma.

Ridi Roma, godi amore,
nonostante il temporale,
metto i panni ad asciugare,
piangi Roma, ti fa bene... 

29 marzo 2010

COME TI AMO?



Come ti amo? - Come ti amo? Lascia che ti annoveri i modi.
Ti amo fino agli estremi di profondità,
di altura e di estensione che l’anima mia
può raggiungere, quando al di là del corporeo
tocco i confini dell’Essere e della Grazia Ideale.
Ti amo entro la sfera delle necessità quotidiane,
alla luce del giorno e al lume di candela.
Ti amo liberamente, come gli uomini che lottano per la Giustizia;
Ti amo con la stessa purezza con cui essi
rifuggono dalla lode;
Ti amo con la passione delle trascorse sofferenze
e quella che fanciulla mettevo nella fede;
Ti amo con quell’amore che credevo aver smarrito
coi miei santi perduti, - ti amo col respiro,
i sorrisi, le lacrime dell’intera mia vita! - e,
se Dio vuole, ancor meglio t’amerò dopo la morte.

(Elizabeth Barrett Browning)

BELLA



Bella,
come nella pietra fresca
della sorgente,l'acqua
apre un ampio lampo di schiuma,
così è il sorriso del tuo volto
bella.
Bella,
dalle fini mani e dai piedi sottili
come un cavallino d'argento,
che cammina,fiore del mondo,
così ti vedo,
bella.
Bella,
con un nido di rame intricato
sulla testa,un nido
color miele cupo
dove il mio cuore arde e riposa,
bella.
Bella,
gli occhi non ti stanno nel volto,
gli occhi non ti stanno nella terra.
Vi son paesi,vi son fiumi
nei tuoi occhi,
io cammino in mezzo ad essi,
essi danno luce al mondo
dove io cammino,
bella.
Bella,
i tuoi seni sono come due pani fatti
di terra cereale e luna d'oro,
bella.
Bella,
la tua cintura
il mio braccio l'ha fatta come un fiume quando
è passato mill'anni per il tuo dolce corpo,
bella.
Bella,
non v'è nulla come i tuoi fianchi;
forse la terra possiede
in qualche luogo occulto
la curva e l'aroma del tuo corpo,
forse in qualche luogo,
bella.
Bella,mia bella
la tua voce,la pelle,le tue unghie,
bella,mia bella,
il tuo essere,la luce,la tua ombra,
bella,
tutto è mio,bella,
tutto è mio,mia,
quando cammini o riposi,
quando canti o dormi,
quando soffri o sogni,
sempre,
quando sei vicina o lontana,
sempre,
sei mia,mia bella,
sempre.

(Pablo Neruda)

SE NON FOSSE



Se non fosse perché i tuoi occhi hanno color di luna,
di giorno con argilla, con lavoro, con fuoco,
e tieni imprigionata l'agilità dell'aria,
se non fosse perché sei una settimana d'ambra,
se non fosse perché sei il momento giallo
in cui l'autunno sale su pei rampicanti
e anche sei il pane che la luna fragrante
elabora passeggiando la sua farina pel cielo,
oh, adorata, io non t'amerei!
Nel tuo abbraccio io abbraccio ciò ch'esiste,
l'arena, il tempo, l'albero della pioggia,
e tutto vive perché io viva:
senz'andare sì lungi posso veder tutto:
vedo nella tua vita tutto ciò che vive.

(Pablo Neruda)

28 marzo 2010

NINNA NANNA



Se un giorno ti perdessi,
riusciresti a dormire senza
che il mio sussurro vasto ti accarezzi
come chioma di tiglio sulla fronte?
  
Senza che io resti a vegliarti
deponendo, quasi palpebre,
parole sui tuoi seni,
le tue membra, la tua bocca.
       
Senza che io ti chiuda per lasciarti
sola con tutto quel che è tuo
come un giardino e il suo rigoglio
di anice stellato e di melisse.

(Rainer Maria Rilke)

COME UNA MAREA



E' come una marea, quando lei fissa su me
i suoi occhi verdi,
quando sento il suo corpo di creta bianca e mobile
tendersi a palpitare presso il mio,
è come una marea, quando lei è al mio fianco.
Disteso davanti ai mari del Sud ho visto
arrotolarsi le acque ed espandersi
incontenibilmente
fatalmente
nelle mattine e nei tramonti.
Acqua delle risacche sulle vecchie orme,
sulle vecchie tracce, sulle vecchie cose,
acqua delle risacche che dalle stelle
s'apre come una rosa immensa,
acqua che va avanzando sulle spiagge come
una mano ardita sotto una veste,
acqua che s'inoltra in mezzo alle scogliere,
acqua che s'infrange sulle rocce,
e come gli assassini silenziosa,
acqua implacabile come i vendicatori
acqua delle notti sinistre
sotto i moli come una vena spezzata,
o come il cuore del mare
in una irradiazione tremante e mostruosa.
E' qualcosa che dentro mi trasporta e mi cresce
immensamente vicino, quando lei è al mio fianco,
è come una marea che s'infrange nei suoi occhi
e che bacia la sua bocca, i suoi seni, le mani.
Tenerezza di dolore e dolore d'impossibile,
ala dei terribili
che si muove nella notte della mia carne e della sua
come un'acuminata forza di frecce nel cielo.
Qualcosa d'immensa fuga,
che non se ne va, che graffia dentro,
qualcosa che nelle parole scava pozzi tremendi,
qualcosa che, contro tutto s'infrange, contro tutto,
come i prigionieri contro le celle!
Lei, scolpita nel cuore della notte,
dall'inquietudine dei miei occhi allucinati:
lei, incisa nei legni del bosco
dai coltelli delle mie mani,
lei, il suo piacere unito al mio,
lei, gli occhi suoi verdi,
lei, il suo cuore, farfalla insanguinata
che con le due antenne d'istinto m'ha toccato!
Non sta in questo stretto altopiano della mia vita!
E' come un vento scatenato!
Se le mie parole trapassano appena come aghi
dovrebbero straziare come spade o come aratri!
E' come una marea che mi trascina e mi piega,
è come una marea, quando lei è al mio fianco!

(Pablo Neruda)

CUORE ARDENTE



Il mio paradiso...
... un campo senza usignolo né lire,
con un fiume discreto e una fontanella.
Senza lo sprone del vento sopra le fronde
né la stella che vuole essere foglia.
Una grandissima luce
che fosse lucciola di un'altra,
in un campo di sguardi viziosi.
Un riposo chiaro e lì i nostri baci,
nèi sonori dell'eco,
si aprirebbero molto lontano.
Il tuo cuore ardente, niente più.

(Federico Garcia Lorca)

27 marzo 2010

FELICE CON TE


Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.

Camminando, dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.

Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.



(Pablo Neruda)

AMORE NEGATO



Se l'amore deve essermi negato, 
perché il mattino spezza il suo cuore 
in canzoni, e perché questi sospiri 
che il vento del sud disperde 
tra le foglie appena spuntate? 

Se l'amore deve essermi negato, 
perché porta la notte, in dolente 
silenzio, la pena delle stelle? 

E perché questo folle cuore getta 
getta sconsideratamente la speranza 
su un mare la cui fine non conosce? 

(Rabindranath Tagore)

A TE





A te che sei l’unica al mondo 
L’unica ragione per arrivare fino in fondo 
Ad ogni mio respiro 
Quando ti guardo 
Dopo un giorno pieno di parole 
Senza che tu mi dica niente 
Tutto si fa chiaro 
A te che mi hai trovato 
All’ angolo coi pugni chiusi 
Con le mie spalle contro il muro 
Pronto a difendermi 
Con gli occhi bassi 
Stavo in fila 
Con i disillusi 
Tu mi hai raccolto come un gatto 
E mi hai portato con te 
A te io canto una canzone 
Perché non ho altro 
Niente di meglio da offrirti 
Di tutto quello che ho 
Prendi il mio tempo 
E la magia 
Che con un solo salto 
Ci fa volare dentro all’aria 
Come bollicine 
A te che sei 
Semplicemente sei 
Sostanza dei giorni miei 
Sostanza dei giorni miei 
A te che sei il mio grande amore 
Ed il mio amore grande 
A te che hai preso la mia vita 
E ne hai fatto molto di più 
A te che hai dato senso al tempo 
Senza misurarlo 
A te che sei il mio amore grande 
Ed il mio grande amore 
A te che io 
Ti ho visto piangere nella mia mano 
Fragile che potevo ucciderti 
Stringendoti un po’ 
E poi ti ho visto 
Con la forza di un aeroplano 
Prendere in mano la tua vita 
E trascinarla in salvo 
A te che mi hai insegnato i sogni 
E l’arte dell’avventura 
A te che credi nel coraggio 
E anche nella paura 
A te che sei la miglior cosa 
Che mi sia successa 
A te che cambi tutti i giorni 
E resti sempre la stessa 
A te che sei 
Semplicemente sei 
Sostanza dei giorni miei 
Sostanza dei sogni miei 
A te che sei 
Essenzialmente sei 
Sostanza dei sogni miei 
Sostanza dei giorni miei 
A te che non ti piaci mai 
E sei una meraviglia 
Le forze della natura si concentrano in te 
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano 
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano 
A te che sei l’unica amica 
Che io posso avere 
L’unico amore che vorrei 
Se io non ti avessi con me 
a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un immenso piacere, 
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande, 
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più, 
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo, 
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore, 
a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei... 
e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni... 

IL TUO SORRISO



Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l' aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l' acqua che d' improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d' argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d' aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell' ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d' improvviso
vedi che il mio sange macchina
le pietre della strada,
ridi, perchè il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d' autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, delle strade
contorte dell' isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l' aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perchè io ne morrei.

26 marzo 2010

LIBERO PER TE

Lasciami libere le mani
e il cuore, lasciami libero!
Lascia che le mie dita scorrano
per le strade del tuo corpo.
La passione - sangue, fuoco, baci -
m'accende con tremule fiammate.
Ahi, tu non sai cos'è questo!
è grave; la tempesta dei miei sensi
che piega la selva sensibile dei miei nervi.
È la carne che grida con le sue lingue ardenti!
È l'incendio!
E tu sei qui, donna, come un legno intatto
ora che tutta la mia vita fatta cenere vola
verso il tuo corpo pieno, come la notte, d'astri!
Lasciami libere le mani
e il cuore, lasciami libero!
Io solo ti desidero, ti desidero solamente!
Non è amore, è desiderio che inaridisce e s'estingue,
è precipitare di furie,
avvicinarsi dell'impossibile,
ma ci sei tu,
ci sei tu per darmi tutto,
e per darmi ciò che possiedi sei venuta sulla terra -
com'io son venuto per contenerti,
desiderarti,
riceverti!

25 marzo 2010

OLTRE IL TEMPO

Quando morrò voglio le tue mani sui miei occhi:
voglio la luce e il frumento delle tue mani amate
passare una volta ancora su di me la loro freschezza,
sentire la soavità che cambiò il mio destino.

Voglio che tu viva mentr'io, addormentato, t'attendo,
voglio che le tue orecchie continuino a udire il vento,
che fiuti l'aroma del mare che amammo uniti
e che continui a calpestare l'arena che calpestammo.

Voglio che ciò che amo continui a esser vivo
e te amai e cantai sopra tutte le cose,
per questo continua a fiorire, fiorita,
perché raggiunga tutto ciò che il mio amore ti ordina,
perché la mia ombra passeggi per la tua chioma,
perché così conoscano la ragione del mio canto.


24 marzo 2010

DA CHE TI AMO

Giochi ogni giorno con la luce dell'universo.
Sottile visitatrice, giungi nel fiore e nell'acqua.
Sei più di questa bianca testina che stringo
come un grappolo tra le mie mani ogni giorno.

A nessuno rassomigli da che ti amo.
Lasciami stenderti tra le ghirlande gialle.
chi scrive il tuo nome a lettere di fumo tra le stelle del sud?
Ah lascia che ricordi come eri allora, quando ancora non esistevi.


Improvvisamente il vento ulula e sbatte la mia finestra chiusa.
Il cielo è una rete colma di pesci cupi.
Qui vengono a finire i venti, tutti.
La pioggia si denuda.

Passano fuggendo gli uccelli.
Il vento. Il vento.
Io posso lottare solamente contro la forza degli uomini.
Il temporale solleva in turbine foglie oscure
e scioglie tutte le barche che iersera s'ancorarono al cielo.

Tu sei qui. Ah tu non fuggi.
Tu mi risponderai fino all'ultimo grido.
Raggomitolati al mio fianco come se avessi paura.
Tuttavia qualche volta corse un'ombra strana nei tuoi occhi.


Ora, anche ora, piccola mi rechi caprifogli,
ed hai persino i seni profumati.
Mentre il vento triste galoppa uccidendo farfalle
io ti amo, e la mia gioia morde la tua bocca di susina.

Quanto ti sarà costato abituarti a me,
alla mia anima sola e selvaggia, al mio nome che tutti allontanano.
Abbiamo visto ardere tante volte l'astro baciandoci gli occhi
e sulle nostre teste ergersi i crepuscoli in ventagli giranti.

Le mie parole piovvero su di te accarezzandoti.
Ho amato da tempo il tuo corpo di madreperla soleggiata.
Ti credo persino padrona dell'universo.
Ti porterò dalle montagne fiori allegri,copihues,
nocciole oscure, e ceste silvestri di baci.
Voglio fare con te
ciò che la primavera fa con i ciliegi.

23 marzo 2010

LE TUE MANI

Quando le tue mani vengono,
amore, verso le mie,
cosa mi recano volando?
Perché si son fermate
sulla mia bocca, d'improvviso,
perché le riconosco
come se allora, anzi,
le avessi toccate,
come se prima d'essere
avessero percorso
la mia fronte, il mio fianco?
La loro morbidezza veniva
volando sopra il tempo,
sopra il mare, sopra il fumo
sopra la primavera,
e quando tu posasti
le tue mani sul mio petto,
riconobbi quelle ali
di colomba dorata,
riconobbi quella creta
e quel colore di frumento.
Gli anni della mia vita
camminai cercandole.

Salii le scale,
attraversai le scogliere,
mi portarono i treni,
le acque mi condussero,
e nella pelle dell'uva
mi sembrò di toccarti.

Il legno d'improvviso
mi recò il tuo contatto,
la mandorla m'annunciava
la tua morbidezza concreta,
finché si chiusero
le tue mani sul mio petto
e lì come due ali
terminarono il loro viaggio.

(Pablo Neruda)

22 marzo 2010

NON OCCORRE TEMPO

No, non m'occorre tempo
per sapere come sei:
conoscersi è la folgore.
Chi ce la fa a conoscerti
in ciò che taci, o in quelle
parole con cui lo taci?
Chi ti cerca nella vita
che vivi, non conosce
di te se non allusioni,
pretesti in cui ti occulti.
Inseguirti a ritroso
in ciò che hai fatto, prima,
sommare azione e sorriso,
anni con nome, sarà
un andarti perdendo. Ma io no.
Io ti conobbi nell'uragano.
Ti conobbi repentinamente,
in quello strappo
brutale di tenebra e luce,
in cui si rivela il fondo
che sfugge al giorno e alla notte.
Ti vidi, m'hai visto, ed ora,
nuda ormai dell'equivoco,
della storia, del passato,
tu, amazzone del fuoco,
fremente d'esser giunta
da poco inaspettata,
sei così anticamente mia,
ti conosco da tanto
che nel tuo amore chiudo gli occhi,
e cammino senza sbagliare,
alla cieca, senza domandar nulla
a quella luce lenta e sicura
con cui si conoscono lettere
e forme e si fanno conti
e si crede di vedere
chi sei tu, mia invisibile.

(Pedro Salinas)


21 marzo 2010

QUELLO CHE SONO

Io di più non posso darti.
Non sono che quello che sono.
Ah, come vorrei essere
sabbia, sole, in estate!
Che tu ti distendessi
riposata a riposare.
Che andando via tu mi lasciassi
il tuo corpo, impronta tenera,
tiepida, indimenticabile.
E che con te se ne andasse
sopra di te, il mio bacio lento:
colore,
dalla nuca al tallone,
bruno.
Ah, come vorrei essere
vetro, tessuto, legno,
che conserva il suo colore
qui, il suo profumo qui,
ed è nato tremila chilometri lontano!
Essere
La materia che ti piace,
che tocchi tutti i giorni,
che vedi ormai senza guardare
intorno a te, le cose
- collana, profumi, seta antica -
di cui se senti la mancanza
domandi: Ah, ma dov'è?.
Ah, come vorrei essere
un'allegria fra tutte,
una sola,
l'allegria della tua allegria!
Un amore, un solo amore:
l'amore di cui tu ti innamorassi.
Ma
non sono che quello che sono.

DUBITI ANCORA?

Per provarti che sempre ho amato

Ti porto una semplice prova:

che per quanto abbia amato

non ho vissuto abbastanza

che sempre ti amero'

te lo assicuro-

l'amore e' vita -

e la vita e' immortale-

dubiti ancora- amore?-

se e' cosi'

non ho altro da mostrarti

che il mio calvario-

20 marzo 2010

BASTA

Poiché l'alba si accende, ed ecco l'aurora,
poiché, dopo avermi a lungo fuggito, la speranza consente
a ritornare a me che la chiamo e l'imploro,
poiché questa felicità consente ad esser mia,

facciamola finita coi pensieri funesti,
basta con i cattivi sogni, ah! soprattutto
basta con l'ironia e le labbra strette
e parole in cui uno spirito senz'anima trionfava.

E basta con quei pugni serrati e la collera
per i malvagi e gli sciocchi che s'incontrano;
basta con l'abominevole rancore! basta
con l'oblio ricercato in esecrate bevande!

Perché io voglio, ora che un Essere di luce
nella mia notte fonda ha portato il chiarore
di un amore immortale che è anche il primo
per la grazia, il sorriso e la bontà,

io voglio, da voi guidato, begli occhi dalle dolci fiamme,
da voi condotto, o mano nella quale tremerà la mia,
camminare diritto, sia per sentieri di muschio
sia che ciottoli e pietre ingombrino il cammino;

sì, voglio incedere dritto e calmo nella Vita
verso la meta a cui mi spingerà il destino,
senza violenza, né rimorsi, né invidia:
sarà questo il felice dovere in gaie lotte.

E poiché, per cullare le lentezze della via,
canterò arie ingenue, io mi dico
che lei certo mi ascolterà senza fastidio;
e non chiedo, davvero, altro Paradiso.

18 marzo 2010

NON CESSERÒ

Non smettere mai di amarmi
perché il sole potrebbe
scomparire di giorno
e di notte la luna
non smettere mai di amarmi
per non far piangere gli alberi
e le foglie e i fiori e le stelle
non cesserò di amarti
affinché la primavera
germogli sempre
ad ogni stagione
e perché le montagne
e i boschi e le valli
portano l’eco delle
tue parole, delle mie parole
amore che scivola sul mondo
con ali di farfalla
sul carro alato
di papaveri rossi
delle notti senza tempo.

(Nicla Morletti)

17 marzo 2010

SE NON VEDO TE

Quanto più chiudo gli occhi, allora meglio vedono,
perché per tutto il giorno guardano cose indegne di nota;
ma quando dormo, essi nei sogni vedono te,
e, oscuramente luminosi, sono luminosamente diretti nell'oscuro.

Allora tu, la cui ombra le ombre illumina,
quale spettacolo felice formerebbe la forma della tua ombra
al chiaro giorno con la tua assai più chiara luce,
quando ad occhi senza vista la tua ombra così splende!

Quanto, dico, benedetti sarebbero i miei occhi,
guardando a te nel giorno vivente,
quando nella morta notte la tua bella ombra imperfetta,
attraverso il greve sonno, su ciechi occhi posa!

Tutti i giorni sono notti a vedersi, finché non vedo te,
e le notti giorni luminosi, quando i sogni si mostrano a me.

(William Shakespeare)

16 marzo 2010

ANNEGARE L'ANIMA



Voglio una coppa piena sino all’orlo

E dentro annegarci l’anima:
Riempitela d’una droga capace
Di bandire la Donna dalla mente.
E non voglio dell’acqua poetica, che scaldi
I sensi al desiderio lussurioso,
Ma una sorsata profonda
Tracannata dalle onde del Lete,
Per liberare con un incanto il mio
Petto disperato dall’immagine
Più bella che gli occhi miei festanti
Videro, intossicandone la mente.

È inutile – mi perseguita struggente
La dolcezza di quel viso.
Lo sfavillio del suo sguardo splendente -
E quel seno, terrestre paradiso.

Mai più felice sarà la vista mia,
Ché ha perso il visibile ogni sapore:
Perduto è il piacere della poesia,
L’ammirazione per il classico nitore.

Sapesse lei come batte il mio cuore,
Con un sorriso ne lenirebbe la pena,
E sollevato ne sentirei la dolcezza,
La gioia, mescolata col dolore.
Come un toscano perduto in Lapponia,
Tra le nevi, pensa al suo dolce Arno,
Così sarà lei per me in eterno
L’aura della mia memoria.

(John Keats)

15 marzo 2010

SEI TUTTO


Il cerchio si è chiuso. 


Fai parte del mio essere, del mio esistere. 


Sei per me l'aria, la luce, la vita, tutto. 
Ti sto donando piano il mio cuore. 
In ogni cosa che faccio, 
in ogni persona che incontro, 
vedo te, con il tuo sorriso, 
le tue carezze, la tua dolcezza.

HO SCELTO TE



Nel silenzio della notte,
io ho scelto te.
Nello splendore del firmamento,
io ho scelto te.
Nell'incanto dell'aurora,
io ho scelto te.
Nelle bufere più tormentose,
io ho scelto te.
Nell'arsura più arida,
io ho scelto te.
Nella buona e nella cattiva sorte,
io ho scelto te.
Nella gioia e nel dolore,
io ho scelto te.
Nel cuore del mio cuore,
io ho scelto te.

14 marzo 2010

COME MI SENTO SENZA TE

SCRIVERE DI TE


Se non scrivo di te
devo poetare del sole,
l'unica luce che mi può scaldare.
Tu prendi il mio pensiero
umile e vero,
e lo porti a sorvolare
infiniti cieli sopra il mare.

Se non volo con te
devo osservare
di un gabbiano bianco l'andare
in cerca di terra,
 in cerca di vita.

Tu sei la mia poesia.

L'unica musica che sento suonare
melodia che sa di gioia o di dolore,
strumento che vibra dentro il mio cuore. 

13 marzo 2010

TI AMEREI




Ti bacerei sulla punta delle ciglia e nei capezzoli,
ti bacerei turbolentemente,
timidona mia, in quei muscoli
di individua bianca, toccherei quei piedi
per un altro volo e più aria che quest'aria
felina della tua fragranza, ti chiamerei spagnola
mia, francese mia, inglese, ragazza,
nordica boreale, spuma
della diaspora della Genesi... Cos'altro
ti direi da dentro?
greca,
mia egiziana, romana
per il marmo ?
fenicia,
cartaginese, o pazza, pazzamente andalusa
nell'arco di morire
con tutti i petali aperti
tesa
la cetra di Dio, nella danza
della fornicazione ?

Ti sentirei guaìre,
ti andrei mordendo fino agli ultimi
papaveri, mia posseduta, ancora ti
farei impazzire là, nella freschezza
cieca, ti nuoterei
nell'immensità
insaziabile della lussuria
riderei
frenetico il furore coi tuoi denti, mi
porterei via l'oppio della tua pelle fino all'eburneo
di un'altra purezza, sentirei cantare le sfere
esplodenti come Pitagora,
ti leccherei,
ti annuserei come il leone
alla sua leonessa,
per il sole,
fallicamente mia,
ti amerei!

(Gonzalo Rojas)

PREGHIERA




Sorgi, oh fratello monte
i nostri zoccoli battono le tue pietre
i fiumi intagliano i tuoi anfratti
con le lacrime che scendono da me
ritorna a me
ritorna a me mio amore
oh mio amore


Resta fermo, oh rugginoso fiume
libera il suo nome dai tuoi fili d'erba
alleggerisci le pressioni degli scandagli
delle lacrime che scendono da me
ritorna a me
ritorna a me mio amore
oh mio amore
oh mio amore


ritorna alle nubi
ritorna alle caverne
ritorna oltre le valli
oh mio amore
oh mio amore
oh mio amore

12 marzo 2010

ALLA MIA SPOSA









Amore mio

la tua chioma è un reame

dove regina è l'oscurità

la tua fronte è uno svolo di fiori



è la tua testa come un bosco vivo

colmo di uccelli che dormono

i tuoi seni son grappoli di api

candide sopra il ramo del tuo corpo

il tuo corpo è l'aprile e le ascelle

mi annunziano la primavera



sono bianchi cavalli le tue cosce

aggiogati ad un cocchio da re

sono il ritmo d'un bravo menestrello

e in mezzo a loro c'è sempre una musica



amore mio

la tua testa è uno scrigno per la gemma

fresca della tua mente

i tuoi capelli son come guerrieri

che non sanno sconfitta

i tuoi capelli sulle spalle sono

un'armata con trombe vittoriose



le tue gambe son alberi di sogno

ed è il suo frutto il cibo dell'oblio

le tue labbra son satrapi in porpora

e i suoi baci congiungono i re

i tuoi polsi

sono i santi

che fan la guardia alle chiavi del sangue



alle caviglie i tuoi piedi sono fiori

in vasi d'argento



è nella tua bellezza la doppiezza dei flauti



hanno i tuoi occhi l'ambiguità

di campane intuite nell'incenso.


(E.E.Cummings)

FAME DI TE...

11 marzo 2010

NON SO PIU' COME DIRTELO




Ti voglio.


Te l'ho detto con il vento
che come un bruco gioca nella sabbia; 
come un organo irato tempestoso;

te l'ho detto con il sole,
che dei giovani indora i corpi nudi
e nelle cose innocenti sorride;

l'ho detto con le nuvole
meste fronti che il cielo sostengono, 
tristezze fuggitive;

l'ho detto con le piante
le diafane creature che si coprono 
d'improvviso rossore;

te l'ho detto con l'acqua
vita lucente che nasconde l'ombra;

e te l'ho detto con la mia paura
e te l'ho detto con la mia allegria,
e con astio, e tremende parole.

Ma non mi basta: 
oltre la vita voglio 
dirtelo con la morte; 
oltre l'amore voglio 
dirtelo con l'oblio.

FINCHE' NON CI SARA' ALTRO PER CUI VIVERE




Me lo dirai quando le tue linee sbiadiranno?
perchè io non riesco a vederlo
non riesco più a vederlo

me lo dirai quando la canzone finirà?
perchè non riesco a sentire
non riesco più a sentire

lei disse "non so per quale motivo stai vivendo"
lei disse "non so proprio per quale motivo stai vivendo"
lui disse "non so per quale motivo stai vivendo"
lui disse "non so proprio per quale motivo stai vivendo"

ma correrò finchè i miei piedi smetteranno di correre
e bacerò finchè le mie labbra non sentiranno più niente
e riderò finchè non mi farà male il cuore
e amerò finchè non si spezzerà il mio cuore
e amerò finchè non ci sarà nient'altro per cui vivere

me lo dirai quando la lotta è finita?
perchè non ce la faccio
non ce la faccio più

me lo dirai quando sarà finito il giorno?
perchè non riesco a correre
non riesco più a correre

lei disse "non so per quale motivo stai vivendo"
lei disse "non so proprio per quale motivo stai vivendo"
lui disse "non so per quale motivo stai vivendo"
lui disse "non so proprio per quale motivo stai vivendo"

ma correrò finchè i miei piedi smetteranno di correre
e bacerò finchè le mie labbra non sentiranno più niente
e riderò finchè non mi farà male il cuore
e amerò finchè non si spezzerà il mio cuore
e amerò finchè non ci sarà nient'altro per cui vivere

e riderò finchè non mi farà male il cuore
e amerò finchè non si spezzerà il mio cuore
e amerò finchè non ci sarà nient'altro per cui vivere 

10 marzo 2010

DAMMI LA TUA MANO, AMORE MIO...




Noi saremo, a dispetto di stolti e di cattivi
che certo guarderanno male la nostra gioia,

talvolta, fieri e sempre indulgenti, è vero?
Andremo allegri e lenti sulla strada modesta

che la speranza addita, senza badare affatto
che qualcuno ci ignori o ci veda, è vero?

Nell'amore isolati come in un bosco nero,
i nostri cuori insieme, con quieta tenerezza,

saranno due usignoli che cantan nella sera.
Quanto al mondo, che sia con noi dolce o irascibile,

non ha molta importanza. Se vuole, esso può bene
accarezzarci o prenderci di mira a suo bersaglio.

Uniti dal più forte, dal più caro legame,
e inoltre ricoperti di una dura corazza,
sorrideremo a tutti senza paura alcuna.

Noi ci preoccuperemo di quello che il destino
per noi ha stabilito, cammineremo insieme
la mano nella mano, con l'anima infantile
di quelli che si amano in modo puro, vero? 



(Paul Verlaine)

QUANDO L'AMORE TI CHIAMA, SEGUILO

09 marzo 2010

CANTARE A MEMORIA




Venite qui gente
Che sapete cantare a memoria
Poco per poco mi basterà
Poi giorno per giorno passerà
Come il primo minuto
Che viene dopo una guerra
Quando per quattro soldi
La musica suona di nuovo
Una musica dolce e lontana
Come il primo addio
La pioggia che cade leggera
Sarà acqua benedetta sul mondo
Sopra la cenere e la rabbia
Che ci siamo lasciati noi due
Se si aprisse il paradiso
Amore mio
Io non so se ci andrei
Perchè credo nel bene qui in terra
E aspetto ancora notizie di te
Perche credo all’amore qui in terra
E aspetto ancora per te
Se si aprisse il paradiso
Amore mio
Io non so se ci andrei
Perchè credo nel bene qui in terra
E aspetto ancora notizie di te
Perche credo all’amore qui in terra
E aspetto ancora per te
Venite amici miei
Che sapete suonare a memoria
Fatela ballare stanotte dov’è
Come un amica di strada
La troverò di nuovo
Perchè è la mia vita e la mia storia
E voi se volete raccontare
Raccontate questo amore a memoria
E voi se volete raccontare
Raccontate il mio amore a memoria
Però se ti ritrovo
Amore mio
Non ti dico più addio 



(Ivano Fossati)

TWO LOVERS





Two lovers sat on a park bench,
with their bodies touching each other,
holding hands in the moonlight.
There was silence between them.
So profound was their love for each other,
they needed no words to express it.
And so they sat in silence, on a park bench,
with their bodies touching, holding hands in the moonlight.
Finally she spoke. "Do you love me, John?" she asked.
"You know I love you, darling," he replied.
"I love you more than tongue can tell.
You are the light of my life, my sun, moon and stars.
You are my everything. Without you I have no reason for being."
Again there was silence as the two lovers sat on a park bench,
their bodies touching,
holding hands in the moonlight.
Once more she spoke. "How much do you love me, John?" she asked.
He answered: "How much do I love you? Count the stars in the sky.
Measure the waters of the oceans with a teaspoon.
Number the grains of sand on the sea shore.
Impossible, you say."